martedì 11 novembre 2014

I panini di Reène

... ovvero i miei panini semi integrali a lievitazione naturale
"I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia". (Ardengo Soffici)

 


Una delle cose che amo di più è impastare, pizza, pane, brioche,  ... insomma tutto ciò che può essere manipolato a lungo mi attrae come un'ape sul miele.
A dire il vero da un paio di anni mi avvalgo dell'aiuto di un robot a movimento planetario, che ovviamente è di grande aiuto per chi come me pasticcia in continuazione ... e diciamolo, indispensabile per alcune preparazioni, soprattutto quelle legate alla pasticceria. Malgrado ciò, per pane e pizza non rinuncio mai a terminare l'impasto a mano, è un'esigenza mia in realtà, perché il robot saprebbe vedersela tranquillamente da solo.
Questi panini, poi, nascono dalla necessità di consumare alcuni spezzoni di farina e dalla voglia di provare "Enrichetto" il lievito madre che mi ha portato in dono la mia amica Jenni.
In genere quando procedo a questi esperimenti, raramente annoto i pesi degli ingredienti, ma questa volta l'ho fatto anche pensando a voi ... e dato lo splendido risultato sono felicissima di condividere i miei appunti ...
Che ne dite, vi va di seguirmi nella mia cucina?

Ingredienti: 

350 g di farina per pizza
150 g di semola rimacinata
750 g di farina integrale
25 g di sale
750 g  di acqua
150 g di lievito madre (precedentemente rinfrescato)
1 cucchiaino di miele
olio di oliva per spennellare

Procedimento:

Faccio una piccola premessa, sicuramente superflua per chi gestisce già il lievito madre: quest'ultimo prima di essere usato ha bisogno di essere "rinfrescato" cioè rimpastato con la stessa quantità in grammi di farina e la metà di acqua, inciso e messo a lievitare tre ore, coperto, lontano da fonti di calore o spifferi di aria fredda. Quando le tre ore sono trascorse, si preleva  la quantità che serve e il resto si conserva in frigorifero o a temperatura ambiente a seconda della frequenza dei rinfreschi. 
Non essendo un'esperta dell'argomento, tra l'altro molto vasto, non mi dilungo oltre, ma vi prometto che molto presto raccolgo tutte le informazioni che possiedo relative alla gestione del lievito madre in un unico articolo, mi astengo invece dal proporvi la creazione del suddetto (eh si è possibile) in primis perché non ne ho esperienza diretta e in secondo luogo perché ci sono voci molto più autorevoli della mia a riguardo, facilmente reperibili in rete.
Ma veniamo al nostro pane:
Mescolate fra loro le farine e ponetele su una spianatoia o in una ciotola molto ampia praticando un buco al centro (fontana), aggiungete un cucchiaino di miele, sciogliete il lievito in un po' di acqua a temperatura ambiente e cominciate a versarla al centro della fontana, tirandovi con le mani la farina verso il centro.
 Man mano continuate ad aggiungere acqua finché la farina non si assorbe del tutto, a questo punto inserite anche il sale e continuate ad impastare fino a quando l'impasto non risulta formato ma morbido (prima foto, immagine A). 
Ora continuate a lavorarlo piegandolo quasi su se stesso, ( Foto 2 e 3, immagine A)con la mano partite dal dietro dell'impasto e piegatelo portandolo in avanti. Dovrete ottenere un impasto liscio e omogeneo (foto 4, immagine A).  

Immagine A

Formate una palla e trasferitela in una ciotola, coprite con la pellicola alimentare, fate riposare in forno spento circa due ore.
Trascorso il tempo spennellare una teglia da forno con olio di oliva, riprendete l'impasto e aiutandovi con la bilancia dividetelo in pezzi di 200 g ciascuno.
 Rilavorate brevemente ogni singolo pezzo nella stessa maniera indicata  precedentemente,  formate delle palline e fatele riposare coperte da un telo da cucina per 20 minuti.
A questo punto infarinate un poco il piano di lavoro, prendete una pallina e appiattitela prima con le mani e poi aiutandovi con il mattarello cercando di allungarla formando un rettangolo, poi ponendo il lato più corto verso di voi cominciate ad arrotolarla su se stessa tenendo il rotolo abbastanza stretto (foto 2, immagine B), una volta terminato riposizionare nuovamente il rotolino con il lato più corto verso di voi (foto 3, immagine B) e appiattitelo nuovamente con il mattarello (foto 4, immagine B).

Immagine B

Arrotolate nuovamente seguendo le indicazioni precedenti (foto 1 e 2, immagine C).
 Disponete i panini sulla teglia precedentemente oleata, avendo l'accortezza di disporre il lato aperto verso il basso (foto 3, immagine C), spennellate la superficie e i laterali con poco olio di oliva e  aiutandovi con dei supporti (io ho usato le scatole delle carte da cucina) distanziateli fra loro (foto 4, immagine C).

Immagine C

Copriteli bene con la pellicola stando però attenti a non tirarla, per permettere comunque all'impasto di crescere e disponete la teglia sul piano più basso del frigorifero (quello sui cassetti delle verdure). Fate maturare in frigo per 12 ore, trascorse le quali la teglia va tolta dal frigo e messa in forno spento a lievitare ancora per  4 ore circa, i panini dovranno quasi raddoppiare il loro volume (foto 1, immagine D).
Immagine D


Togliete la teglia dal forno e cominciate a preriscaldarlo a 230°C. Eliminate i supporti, incidete la parte centrale di ogni panino con un coltellino ben affilato (foto 2, immagine D) e quando il forno sarà giunto a temperatura infornate per 25 minuti posizionando la teglia nel ripiano più basso del forno.
Sfornare, trasferire i panini su un tagliere di legno o in una teglia fredda e far raffreddare completamente (ovviamente se non avete come me un marito goloso di pane bollente).
 Tagliate e farcite come più vi piace.


 Questi sono i miei ... crescenza e prosciutto crudo ... e voi di che panino siete?







lunedì 3 novembre 2014

La pasta dolcesale

... ovvero amore al primo impasto


Lo sai perché mi piace cucinare?”

“No, perché”?

“Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!” (Giulia Child)



Chi mi conosce bene, lo sa ... ma anche chi mi segue sulla pagina Facebook, (se volete curiosare eccola qui) lo sa ... insomma sono veramente in pochi a non saperlo ... di cosa sto parlando? ma della mia profonda ammirazione, stima, passione (insomma gli aggettivi potrebbero essere innumerevoli) per lo chef e pasticciere Luca Montersino.
Beh oggi voglio condividere con voi una sua ricetta base, un impasto spettacolare, morbido, profumato e liscio come la seta che ha il vantaggio di essere molto versatile ... la pasta dolcesale appunto.
Il suo nome (dolcesale) indica che è adatta per farciture sia dolci che salate, anche se a dire il vero io la preferisco per le preparazioni rustiche ... ci faccio di tutto, panini, danubio, torta di rose salata, trecce da farcire... insomma tutto ciò che la mia fantasia mi suggerisce ...
vi ho incuriosito? ... allora seguitemi nella mia cucina.

Ingredienti:
500 g di farina 360 W (una Manitoba commerciale andrà benissimo)
250 g di latte intero fresco
100 g di tuorli (gli albumi potete congelarli, presto vi inserirò delle ricettine per riciclarli)
12,5 g di lievito di birra fresco
15 g di latte magro in polvere (se non lo reperite potete ometterlo)
10 g di malto in polvere (io lo sostituisco con 10 g di miele di acacia)
40 g di zucchero semolato
100 g di burro
10 g di sale

Preparazione:

Mettete nella planetaria munita di gancio (chi non la ha può farla anche a mano, o con delle fruste per impastare elettriche) prima la farina setacciata, poi il malto (miele) e il latte in polvere. Mescolate per un secondo, giusto per amalgamare.
Sciogliete nel latte a temperatura ambiente lo zucchero e il lievito e versare poco per volta nella ciotola con gli altri ingredienti, mescolando continuamente.
Quando questi si sono assorbiti, versate un poco per volta i tuorli che avrete appena sbattuto con una forchetta (non dovete montarli, ma semplicemente romperli).
A questo punto aggiungete il sale e amalgamate ancora.
Alla fine incorporate un po' per volta il burro ammorbidito, avendo l'accortezza di non aggiungere un altro pezzetto prima che si sia completamente assorbito il precedente.
 Una volta che il burro sarà completamente incorporato, impastate ancora per altri 15 minuti a velocità media (i tempi ovviamente si riferiscono a quelli della planetaria, chi impasta a mano dovrà aumentarli). Dovete ottenere un impasto liscio ed elastico.
Trasferitelo in una ciotola con i bordi alti (va bene anche quella della planetaria dove avete impastato) e copritelo con una pellicola da cucina.
Mettete a lievitare nel forno spento o comunque lontano da fonti di calore o correnti d'aria.
Quando sarà raddoppiato (i tempi dipendono dalla stagione e dalla temperatura dell'ambiente) lavoratelo velocemente sgonfiandolo un po' e date la forma e la pezzatura che è più idonea per la vostra preparazione.
Rimettere a lievitare (sempre coperto e protetto da sbalzi termici) almeno per un'altra ora (anche qui dovete regolarvi a seconda della temperatura dell'ambiente).
Spennellare con un composto in pari peso di latte e uova e infornare.
Tenete presente che le temperature di cottura dipendono dalle pezzature del prodotto (come regola generale questo impasto, avendo la consistenza di una brioche, va cotto intorno ai 180° C)
Presto vi inserirò le ricette delle singole preparazioni .. per il momento vi auguro dolce giornata


 Danubio


Panini da farcire

domenica 2 novembre 2014

Waffel

... ovvero una colazione domenicale diversa



"Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero"

Così recita un famoso detto popolare  ... e devo dire che almeno per ciò che riguarda la colazione noi oggi ci siamo adeguati. 
Tutto è nato da una ricetta letta in rete e ovviamente dalla mia inarrestabile mania di collezionare attrezzi e tegami da cucina.
Giorni fa mi sono imbattuta in una ricetta di waffel (Gaufres, questo il titolo della ricetta) davvero particole, nell'impasto non era presente zucchero ed era presente udite udite la birra. 
La blogger che la pubblicava vantava mamma belga (patria dei waffel) e questa informazione insieme all'eleganza delle altre ricette mi ha convinto ad appuntarmi subito tutto sul mio quadernino.
 Poi una passeggiata alla Lidl per reperire degli stampi e l'apparizione (per me è stata quasi tale) della piastra (Gofrera, così denominata sulla confezione appunto)  sono state la scintilla a cui non ho saputo resistere.
La ricetta originale la trovate qui ... io l'ho rimaneggiata perché  avevo piacere di usare la farina integrale.
Che fate mi seguite nella mia cucina? 



Ingredienti:


250 g di farina 00 bianca 
150 g di farina integrale
4 uova
100 g di burro
10 g di baking (lievito chimico per dolci)
mezza bacca di vaniglia
130 g di latte circa
70 g di birra leggera bionda
un pizzico di sale

Zucchero a velo per spolverizzare
Miele di acacia per accompagnare

Procedimento

Separare i tuorli dagli albumi. Montare a neve fermissima gli albumi e mettere da parte.
 In una ciotola (io nella planetaria, quindi chi ne è provvisto può tranquillamente usarla) mettere la farina e al centro inserire i tuorli, lo zucchero, il sale, i semi di vaniglia prelevati dalla bacca e il baking, mescolare.
 Fondere il burro e versarlo nella ciotola (assicurarsi che non sia caldissimo), mescolare ancora.
Aggiungere la birra e  il latte tiepido (la quantità di latte dipende molto dall'assorbimento della farina, soprattutto se quest'ultima è integrale, voi dovrete arrivare ad una consistenza tale che il composto sia amalgamabile con gli albumi, quindi sostenuto ma non troppo. Il consiglio è di aggiungere il latte un po' per volta).
Aggiungete gli albumi, mescolando a mano con una spatola delicatamente dal basso verso l'alto. Lasciare riposare il composto coperto per 30 minuti.
Accendere la piastra e portarla a temperatura. 


Versare un mestolo piccolo di composto per ogni forma e chiudere.
Avendo, questa ricetta il baking, i waffel tenderanno a crescere, quindi vi consiglio di non chiudere il dispositivo che tiene forzatamente giù il coperchio della piastra.
Cuocere 4 minuti circa (o secondo le indicazioni del vostro apparecchio), comunque fino alla doratura che desiderate ottenere.
Spolverizzate di zucchero a velo e accompagnate con del miele di acacia (nel nostro caso, abbiamo fatto così), ma anche con marmellate o salsa al cioccolato ... 
e felice colazione da re a tutti.


giovedì 16 ottobre 2014

Treccia di pasta sfoglia

... con salsiccia, prosciutto cotto, mozzarella e bietole




"La vita è come una stoffa ricamata della quale ciascuno nella propria metà dell'esistenza può osservare il diritto, nella seconda invece il rovescio: quest'ultimo non è così bello, ma più istruttivo, perché ci fa vedere l'intreccio dei fili"  (Arthur Schopenhauer)

Malgrado siamo ormai in Ottobre, sabato era una bellissima e calda giornata di sole, ho deciso quindi di andare con i bambini a fare una passeggiata al mercato ortofrutticolo.
Uno di  quei mercati minuscoli, dove trovi una decina di banchetti gestiti direttamente dai contadini, e dove la frutta e la verdura hanno ancora quel sapore "antico" legato alla stagionalità. 
Tra le varie cose ho comprato quattro splendidi fasci di bietole e una volta a casa li ho subito puliti e lavati. La mamma, poi, (ehhh anche le blogger hanno mamme operose) si è offerta di scottarmeli in poca acqua per poi conservarli, divisi in due porzioni, in congelatore, in modo da avere un contorno quasi pronto per l'indaffaratissima settimana lavorativa.
Con quelle verdissime bietoline stasera è nato un piatto sfizioso, completo e facile da preparare (non lasciatevi spaventare dalla lunghezza del post, vi avevo avvertito mi piace chiacchierare) ...
Siete curiosi? ... Allora seguitemi nella mia cucina

Ingredienti
(per 6 persone)

2 fasci di bietole
2 salsicce di maiale grosse
1 uovo
1 mozzarella piccola
2 fette di prosciutto cotto
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
1 tazzina da caffè di latte fresco
1 noce di burro
1 cucchiaio abbondante di formaggio grattugiato
sale q.b.
semi di papavero q.b.

Preparazione

Lavate e spezzettate le bietole. Mettetele in una pentola con poca acqua e un pizzico di sale e portare a bollore, fate cuocere pochi minuti, giusto il tempo di intenerirle e scolate l'acqua in eccesso.
In una padella antiaderente ampia fate sciogliere una noce di burro, versatevi le bietole e fatele saltare finché non saranno cotte. Con una forbice tagliatele ulteriormente (potete se vi piace anche frullarle in un mixer).
Nel frattempo, in una pentola antiaderente mettete le salsicce e un dito di acqua o vino bianco, coprite e fate cuocere finché non saranno rosate, a questo punto continuate la cottura senza il coperchio, in modo da far evaporare i liquidi. Una volta cotte tagliatele a pezzetti non troppo grandi.
Tagliate la mozzarella a dadini piccoli e fatela scolare del liquido in eccesso.
Arrotolate le fette di prosciutto e tagliatele a listarelle sottili.
Sbattete l'uovo, a cui avrete aggiunto un cucchiaio di formaggio grattugiato.
Unite, nella pentola delle bietole, a fuoco spento, tutti gli ingredienti, compreso l'uovo sbattuto, mescolate e mettete da parte.
Prendete la pasta sfoglia, che avrete lasciato in frigo fino all'ultimo momento, srotolatela, lasciando sotto il foglio di carta forno contenuto nella confezione.



A questo punto dovete prepararla per procedere all'intreccio.
Tagliate i quattro angolini esterni in modo da lasciare due pezzi di pasta alle estremità e incidete i lati, formando delle strisce non troppo sottili.


Mettete sulla parte centrale il vostro ripieno, risvoltate con delicatezza verso l'interno la prima estremità e cominciate ad intrecciare sovrapponendo ad x le listarelle laterali.


Giunti circa alla metà, girate il foglio di carta forno e ripetete l'operazione allo stesso modo, fino a completare la treccia.

Purtroppo a questo punto la fotocamera mi ha tradito, ma fortunatamente le operazioni successive sono semplicissime. 
Spennellate la superficie con il latte e spolverizzate con qualche semino di papavero. Infornate a 200°C, in forno preriscaldato, per 20 minuti circa. La superficie si dovrà dorare. 
A questo punto poggiate la placca contenente la treccia direttamente sul fondo del forno e fate cuocere altri 5 minuti alla stessa temperatura. Questa operazione farà si che si cuocia anche la parte inferiore che resta in genere più cruda a causa dei liquidi contenuti nel ripieno, vedrete che in questo modo avrete una bella superficie dorata anche sotto ... anzi, anche se non è bella da vedere vi allego una foto per dimostrarvelo.
Una volta sfornato, fate raffreddare cinque minuti e trasferite la treccia sul piatto da portata. 
Servite la treccia in tavola senza affettarla, sarebbe un peccato non mostrarla, e al momento tagliate delle fette spesse circa tre centimetri.
Non mi resta che augurarvi golosissimi intrecci.
Renèe

mercoledì 15 ottobre 2014

Gateau di patate

... ovvero un piatto unico a cui è impossibile resistere

"Aprire il frigo e cucinare qualcosa con quei pochi ingredienti che da soli non costituirebbero un pasto: anche questa è arte". (Chiara Micellone)

Il gateau di patate è uno dei piatti preferiti dei mie bambini... ed effettivamente è impossibile dar loro torto. 
E' un piatto unico sostanzioso e saporito e in più ha il vantaggio di fungere da svuota frigo, in quanto con il ripieno ci si può veramente divertire e provare sempre nuovi accostamenti.
In realtà i puristi, soprattutto della tradizione partenopea, sostengono che andrebbe fatto con patate vecchie (in modo da ridurre al minimo la presenza di acqua e amidi), provola affumicata (un particolare latticino, simile alla mozzarella, tipico della zona campana) e salame rigorosamente del tipo napoli.
Se sul tipo di patate concordo pienamente, pur essendo napoletana, mi permetto di dissentire sul ripieno ... molti prodotti non sono reperibili in tutte le regioni di Italia (lo so bene io che ormai vivo 600 Km chilometri più a nord) e non vedo perché solo per questo motivo bisognerebbe privarsi di cotanta bontà. 
Inoltre, ogni momento è buono per prepararsi un ottimo gateau e non sempre si ha il tempo di andare a fare la spesa in modo mirato ... e allora sbirciate nel vostro frigo e se vi va seguitemi nella mia cucina...

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/cucina/frase-205871?f=t:67>

Ingredienti:
(per 6 persone)

1.300 g di patate (vecchie) lesse e sbucciate 
40 g di burro 
50 g di latte fresco intero 
2 uova medie 
50 g di formaggio grattugiato (Parmigiano,  grana, pecorino) 
200 g di formaggio a cubetti (scamorza affumicata, provola, fontina, formaggio svizzero, provolone dolce o piccante)
150 g di affettato a dadini (salame, prosciutto cotto, prosciutto crudo, mortadella, ma va bene anche un misto di più affettati)
Sale e pepe q.b. (ovviamente se ci sono bambini omettete il pepe)
Pane grattugiato q.b
Un pezzettino di burro congelato (se avete il burro di cacao è ancora meglio, ma non è vincolante)
Formaggio grattugiato per spolverizzare la superficie q.b.

Preparazione:
Lavate le patate, ponetele in una pentola dai bordi alti, ricoprite con acqua fredda e fatele cuocere, finché, punzecchiate con una forchetta non risultano morbide.
Scolare l'acqua di cottura e coprire con acqua fredda di rubinetto. Procedete a spellare le patate immediatamente.
Con un passapatate premerle e metterle in una ciotola pulita. Aggiungere il burro e amalgamare.  
Dopo che si sono raffreddate, fatele riposare almeno un paio di ore in frigo coperte con un coperchio (questo passaggio serve a far asciugare ulteriormente le patate).
Riprendete la ciotola e aggiungete le uova sbattute leggermente e il latte, regolate di sale e pepe e amalgamate bene con un mestolo di legno.
Prelevate una piccola parte di composto che vi servirà per il decoro finale e mettetela da parte. 
Aggiungete al primo composto il formaggio grattugiato e quello a dadini, gli affettati e amalgamate ancora con un cucchiaio di legno.
Imburrate una pirofila distribuendo bene il burro fuso con un pennello.
Spolverizzate con del pane grattugiato il fondo e travasate il composto all'interno premendolo con le mani in modo da livellarlo. 
Riempite una sacca da pasticciere munita di bocchetta liscia o a stella e con il composto tenuto da parte decorate a vostro piacimento.
Una volta terminato il decoro, mettete in un frullatore del pane grattugiato con uguale quantità di formaggio grattugiato e far girare qualche secondo. 
Distribuite uniformemente sul gateau (spolverizzandolo).
Prendete un pezzettino di burro congelato e con una grattugia per zeste distribuitelo uniformemente sul pan grattato.
Infornare a 200° C per circa 30 minuti.

Piccoli trucchi:

Il composto di pan grattato e formaggio grattugiato che si usa per spolverizzare serve a formare una crosticina appetitosa sul vostro gateau.

Se volete dare un profumo particolare al vostro gateau potete aggiungere del rosmarino al preparato di formaggio grattugiato e pangrattato (vi consiglio di aggiungerlo nel mixer quando preparate il composto in modo da sbriciolarne gli aghi)

Il burro congelato e garttugiato è un trucco per distribuirlo equamente senza creare accumuli, ne zone prive ...

Ed ora non vi resta che provare .. e a me di agurarvi buon appetito.

Farina, chiacchiere e poesia ... un pò di me

Benvenuti cari amici e amiche, 

bentrovati nella mia cucina, tra farina (sempre tanta), chiacchiere (ehhh, anche quelle non mi mancano mai) e poesia (quella di una profumata e golosa pietanza preparata con passione).

Eccomi qui per presentarmi: mamma due piccoli omini, insegnante di filosofia e cuoca amatoriale. 
Tre parti di me che confluiscono continuamente una nell'altra, in una danza fatta di equilibri, non sempre perfetti; suoni non sempre intonati e passioni, non sempre moderate ... eppure che riescono sempre a creare la mia personale ricetta di vita.

Sicuramente il cuore di tutto ciò lo colloco in cucina, un luogo dove passo molte ore in compagnia della mia famiglia, dei miei amici, dei miei pensieri e soprattutto dei miei appunti.

Sì i miei appunti, quelli che scarabocchio ai margini dei libri di ricette, o su improbabili quadernini e da oggi anche qui, con la volontà di condividerli con voi, in modo che non siano più solo i miei, ma diventino nostri o ancor meglio vostri.

Perché una ricetta è sempre e solo uno spunto; sia che la si riproduca fedelmente, sia che la si modifichi, sia che la si inventi, diviene sempre un po' di chi la realizza, perché ognuno ci metterà il suo ingrediente segreto ... un po' di sé e del suo amore.

Grazie a chi vorrà farmi compagnia, a chi troverà il tempo di scambiare due chiacchiere con me e condividere pensieri, appunti e riflessioni. Vorrei che questo fosse un luogo aperto, una cucina virtuale, un luogo rilassante e sereno, dove chiedere consigli e scambiarsi idee, ma anche lasciare un saluto e un sorriso.

" La gioia non condivisa muore presto". (Anne Sexton)

Dolce giornata a tutti
                                  
  Renèe


Risotto di autunno

... ovvero alla zucca, con fontina e gambetto di prosciutto.

 "Voglio un autunno rosso come l’amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo, arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare. (Stephen Littleword)"


L'autunno è percepito da molti come una stagione triste, un momento in cui la natura si addormenta pian piano fino a scivolare nel sonno profondo dell'inverno ... personalmente, però, non ho mai avuto questa percezione di malinconia; sarà che sono un'inguaribile ottimista, e soprattutto una gran dormigliona, ma ho sempre pensato che ognuno di noi dovrebbe potersi addormentare così...
Coccolati da una morbida coperta di foglie colorate, inebriati dai profumi muschiati del terreno bagnato, magari satolli, dopo una buona cena preparata con i suoi doni, tra cui le splendide zucche.
Arancioni, verdi, gialle, grandi o piccole, tonde, allungate, con quel loro sapore più o meno zuccherino a seconda delle varietà, regalano sempre un'emozione di gusto.
E allora perché non deliziarsi con un ottimo risotto alla zucca?
Magari usandola proprio tutta, dalla polpa alla buccia, che se cotta oltre ad essere buonissima è anche ricca di minerali e fibre, preziose per la salute.
Se vi va, seguitemi in cucina.



Ingredienti
 (dose per 4 persone)
  • 1 zucca medio piccola (circa 600 gr)
  • 400 gr di riso Carnaroli
  • 1 cipolla bianca piccola
  • 4 cucchiai di olio EVO (extravergine di oliva)
  • 1 litro e 1/2 di brodo vegetale
  • 1 noce di burro
  • Sale
  • 100 gr di formaggio fontina a cubetti
  • 100 gr di gambetto di prosciutto crudo dolce a cubetti piccoli
  • 100 gr di parmigiano grattugiato

 Preparazione 

Per prima cosa laviamo e asciughiamo bene la zucca.
Con un coltellino ben affilato, incidiamo la calotta superiore, cercando di praticare un taglio quanto più possibile tondeggiante e mettiamo da parte. 
Ora scaviamo, sempre con il coltellino, la parte centrale, fino a rimuovere filamenti e semi. 
Incidiamo la polpa, praticando dei tagli in verticale e poi, infilando la lama tra la buccia e la polpa, delicatamente rimuoviamola. Quando effettuiamo questa operazione, dobbiamo stare attenti a non danneggiare l'esterno, quindi vi consiglio di non andare troppo a fondo, lasciate tranquillamente un centimetro di polpa attaccata alla buccia.
Prendiamo una pirofila, foderiamola con la carta da forno e adagiamo il guscio della zucca insieme alla calotta. Condiamo l'interno con un filo di olio e un po' di sale e inforniamo a 190° C (il forno deve essere già caldo ehhh) per circa 15 minuti. Ogni tanto ricordiamoci di controllarla, il punto giusto di cottura si raggiunge quando l'interno si ammorbidisce, ma la buccia è ancora abbastanza soda. A questo punto sforniamo e teniamo da parte.

Nel frattempo, tagliamo la polpa che abbiamo inciso, a cubetti piccoli, puliamo e affettiamo la cipolla finemente. 
In una padella antiaderente mettiamo tre cucchiai di olio EVO, scaldiamo e facciamo rosolare la cipolla, quando questa sarà dorata aggiungiamo la zucca e portiamo a cottura; se è necessario ogni tanto bagniamo con un cucchiaio di brodo vegetale. 
A fine cottura dobbiamo ottenere la consistenza di una vellutata.

In una padella antiaderente molto ampia e dai bordi bassi, aggiungiamo il cucchiaio di olio che ci è avanzato e facciamo scaldare bene, versiamo il riso e aiutandoci con un cucchiaio di legno mescoliamo finché questo non si sarà tostato (ci vorranno pochi minuti), a questo punto irroriamo il riso con un mestolo abbondante di brodo, che avremmo provveduto a mantenere caldo. Proseguiamo con l'aggiunta di brodo ogni qual volta che questo si asciuga e non dimentichiamoci di girare continuamente, per non attaccare al fondo. 
Tre, quattro minuti prima che il riso sia giunto al giusto punto di cottura, rigorosamente al dente, versiamo nella padella la nostra vellutata e il prosciutto tagliato a cubetti piccoli. 
Un momento prima di spegnere il fuoco mantechiamo con una noce di burro, spolverizziamo con il parmigiano e fuori dal fuoco aggiungiamo anche la fontina tagliata a cubetti, mescoliamo.
Ora possiamo riempire il nostro guscio e chiudere con il suo cappellino. 
Portiamo in tavola così, in modo che ogni commensale potrà servirsi da solo.
Non mi resta che augurarvi buon appetito.