martedì 10 marzo 2015

Crostata Fragolina

... ed è subito primavera

"Una vita senza amici è come una torta di fragole senza fragole". Andrea Sargeni 



Con molto dispiacere sono stata assente dal blog per troppo tempo, ma stranamente la legge per cui i figli più crescono e più le mamme ne guadagnano in libertà ... a casa mia non viene rispettata.
Stasera, però, i pargoli si sono addormentati prima del consueto orario e mi sono detta che questo era il momento propizio per lasciarvi una bella ricettina. 
In realtà, in questo periodo di assenza, ho continuato a pasticciare e questo significa che ho anche tante nuove dolci proposte da presentarvi.
Ho pensato di cominciare da una delle ultime ricette preparate in occasione di una vendita di dolciumi svoltasi nella scuola primaria che frequenta il mio bimbo più grande. 
L'evento è stato organizzato per raccogliere fondi extra da destinare alla scuola e il regolamento era molto semplice ... niente torte con creme crude e facilmente deperibili.
 Ci ho riflettuto qualche giorno e penso di aver sfogliato buona parte dei testi di pasticceria che ho in casa, (e vi assicuro che non sono pochi),  poi mi sono orientata su questa crostata frangipane alle fragole del mio sempre amatissimo Luca Montersino.
La ricetta è tratta da un suo libro che si chiama "Golosi di salute" e già il titolo dice tutto sulle bontà in esso contenute ... ricette golose, anzi golosissime, ma pensate per chi vuole gustare un dolce sano e non troppo ricco in grassi ... o comunque per chi presenta intolleranze alimentari.
La crostata che vi propongo oggi è infatti priva di latticini, uova e di grassi di derivazione animale ... ma vi assicuro non ha nulla da invidiare in quanto a gusto ad una classica frolla al burro.
Con le dosi che vi indicherò ho realizzato tre crostate, due tonde (diametro 20 cm) e una rettangolare (11 cm per 31 cm) .... più qualche biscottino realizzato con la frolla avanzata.
 Ovviamente due crostate sono state portate a scuola ... ma la terza è rimasta a casa per la gioia dei miei piccoli ...
... che dire sono state un successo ... belle e buone ... tanto che le mamme che le hanno acquistate mi hanno chiesto la ricetta ... e ricetta sia ...  non solo per loro ... ma per tutte voi.
Allora cosa aspettate, mi seguite nella mia cucina? 

Ingredienti 

Per la frolla:

470 g di farina di farro
30 g di amido di riso
250 g di zucchero di canna grezzo
70 g di olio extravergine di oliva
70 g di olio di semi di girasole
125 g di acqua
12 g di lievito per dolci

Per il frangipane:

225 g di zucchero di canna grezzo
250 g di farina di mandorle
250 g di farina di farro
500 g di purea di fragole (frullare le fragole con il frullatore)
125 g di sciroppo di fragoline o zucchero liquido
100 g di olio extravergine di oliva
100 g di olio di semi di girasole
25 g di lievito per dolci

Per la finitura:

300 g di marmellata di fragole
500 g di fragole
gelatina neutra spray per lucidare
pistacchi tritati o in farina (facoltativi)
3 kiwi medi 

Preparazione:

Per la frolla: 
In una ciotola (chi ha la planetaria può usarla tranquillamente) raccogliere l'acqua, i due oli, il lievito e l'amido di riso e mescolare bene con la frusta elettrica per impastare (con la planetaria usare la foglia).
Aggiungere lo zucchero di canna e mescolare ancora, infine unire la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. 
Essendo una frolla all'olio, la sua consistenza sarà diversa (più molle) rispetto alla classica al burro, quindi, a questo punto, mettere l'impasto così ottenuto fra due fogli di carta forno, appiattire con le mani per formare un rettangolo e riporre in congelatore per almeno un'ora.
Trascorso questo tempo, rilavorare la frolla per renderla elastica e con l'aiuto di poca farina di farro e il mattarello, stenderla allo spessore di circa 1 cm. 
Imburrare ( o sarebbe meglio dire oliare) gli stampi e foderarli con la frolla coprendo anche i lati. 
Pareggiare i bordi, bucherellare con una forchetta il fondo e rimettere in frigo, finché non sarà pronto il frangipane.

Per il frangipane:
In una ciotola lavorare con le fruste elettriche (quelle che si usano per montare), gli oli con lo zucchero di canna, unire la farina di mandorle e lavorare ancora. A questo punto cominciare ad aggiungere poco per volta la purea di fragole (ottenuta frullando i frutti) e lavorare fino ad assorbimento. Unire lo sciroppo di fragoline (o lo zucchero liquido) e, infine, la farina di farro precedentemente setacciata insieme al lievito.

Ora, prendere i gusci di frolla cruda dal frigo, spalmare sul fondo un velo di marmellata di fragole (precedentemente resa tiepida, e quindi più fluida, al microonde o a bagno maria). Versare il frangipane, riempiendo il guscio per tre quarti (in cottura crescerà). Livellare la superficie con un cucchiaio e infornare a 160°C, in forno statico, precedentemente preriscaldato per circa 30 - 35 minuti.
La crostata va cotta sul ripiano più basso del forno e trascorso il tempo indicato in ricetta va sempre controllata la cottura del frangipane usando la classica prova stecchino (deve risultare asciutto).
Ora non vi resta che resistere allo splendido profumo che emanerà e aspettare che si raffreddi benissimo. A temperatura ambiente anche per tutta la notte, o se proprio avete fretta, in congelatore per tre, quattro ore. Questo passaggio eviterà che la crostata si rompa al momento di sformarla dallo stampo ... ed è quindi importantissimo.
Una volta fredda ed estratta dalla tortiera, posizionate la crostata sul vostro piatto da portata, spennellate la superficie del frangipane con un velo di marmellata di fragole, che permetterà alla frutta di rimanere ferma e decorate a piacere.
Una volta posizionata la frutta lucidate la crostata con della gelatina neutra spray e decorate ancora con dei pistacchi tritati (io farina di pistacchi).
Eccola qui la crostata fragolina in tutto il suo splendore.



Come vi dicevo, con la frolla avanzata ho fatto dei biscottini, realizzati insieme al mio cuccioletto più piccolo ... ve li mostro ... ci siamo divertiti a realizzare gli occhietti con una cannuccia e la bocca con il tappo dell'olio (potete usare qualsiasi forma tonda imprimendo solo una parte per creare il sorriso) ... li abbiamo riempiti di crema spalmabile alle nocciole e accoppiati a due a due.


Che dire non mi resta che augurarvi dolcissimi pasticci.

mercoledì 14 gennaio 2015

Crostata ciocco rum

 ... ovvero la crostata che non ti aspetti (di una bontà unica)


"La moderazione è fatale,niente riesce tanto bene quanto l'eccesso"
(Oscar Wilde)




 I dolci ho iniziato a mangiarli tardi, su per giù dodici anni fa, quando ho conosciuto quel golosasto di mio marito ... e ancor più tardi ho imparato a farli, prima per me erano un vero arcano ... ma poi si sa, arrivano i figli e le prime feste di compleanno e allora la voglia di imparare ti viene ... vuoi mettere un dolcino preparato con le tue mani? o una colazione sana, preparata interamente da te? 
Le crostate però le ho sempre amate, anche prima, intendo ... la frolla croccante e la crema morbida, unite ad un sapore mai eccessivamente zuccherinio le rendono per me il dolce perfetto.
Quando ho preparato la prima volta la ricetta di cui oggi vi sto parlando, non potevo immaginare, però, che avrei rivoluzionato totalmente la mia idea di crostata ... provo a spiegarmi meglio ... quando si pensa ad un dolce come la crostata si pensa a qualcosa di casalingo, buono e rassicurante (si perchè anche il cibo può esserlo), ma non strabiliante ... insomma, una cosa da mangiare in famiglia, magari per un fine pasto sfizioso ...  ecco magari non è un dolce che si propone alla fine di un pasto ricco, come può essere quello della domenica o una cena con gli amici ... beh almeno questo era il mio pensiero, finchè non ho preparato e assaggiato la crostata ciocco rum del mitico Luca Montersino ...
Ehhhh si sempre lui ... il mio pasticciere preferito ... che non mi delude mai.
Qualcuno starà pensando che non è un dolce adatto ai bambini ... ed effettivamente la presenza del rum fa si che questo abbia un gusto davvero particolare, che non sempre si sposa con le aspettative dei più piccoli, però confesso di non aver negato una fettina ai miei pargoli, 35 g di rum su una crostata intera non possono certo far loro male, e devo dire che, con mia grande sorpresa, entrambi hanno più che gradito.
Allora siete pronti ad un'esperienza di gusto entusiasmente? .... e dimenticate la moderazione ... non riuscirete a smettere di mangiarla.
... vi aspetto nella mia cucina ...


 Ingredienti:

Frolla al Kamut
200 g di farina di Kamut
100 g di zucchero
100 g di burro
25 g di tuorlo d'uovo
10 g uovo intero
20 g di latte intero 

Frangipane
125 g di zucchero
80 g di farina di mandorle
80 g di cocco rapè
75 g farina di Kamut
225 g di albumi
225 g di burro fuso
125 g di zucchero (non è un errore ci sono due dosi di zucchero)

Ganache
125 g di panna di latte fresca
35 g di burro
150 g di cioccolato fondente
35 g di rum

Decorazione:
cocco rapè q.b
qualche mandorla intera pelata
cioccolato bianco q.b

Preparazione:

Frolla: mettere su una spianatoia la farina a fontana. Al centro mettere tuorlo e uova intere e lo zucchero e impastare solo la parte centrale. Sempre al centro unire il burro a temperatura ambiente, impastare ancora solo la parte centrale. Quando è amalgamata cominciare a tirare pian piano la farina verso il centro, aggiungendo anche il latte poco per volta. Bisogna ottenere un impasto omogeneo. Preparare un panetto piatto e rettangolare e mettere in frigo, avvolto da pellicola, per almeno due ore. Trascorso questo tempo impastare nuovamente, stendere la frolla e foderare una tortiera con i bordi alti. Rimettere la tortiera in frigo e preparare il frangipane.

Frangipane: frullare in un mixer il cocco con lo zucchero. In una ciotola o in planetaria unire al cocco e allo zucchero la farina di mandorle, quella di kamut e il resto dello zucchero e mescolare insieme. Unire gli albumi e amalgamare con una frusta elettrica, poi unire il burro fuso e montare. Prendere la tortiera foderata con la frolla e versare il composto frangipane all'interno riempiendo per 3/ 4 scarsi. Tenete presente che il composto tenderà a crescere e deve rimanere lo spazio per colare la ganache una volta cotta. Infornare in forno caldo a 180°C per circa 20 minuti. Sfornare e fate ben raffreddare prima di togliere dalla tortiera. (io vi consiglio di usare uno stampo a cerniera).

Ganache: Mettere in un pentolino la panna e far scaldare su fiamma dolce. Una volta calda togliere dal fuoco e versare il cioccolato fondente tagliato a pezzettini, mescolare con un mestolo di legno fino a completo scioglimento. Unire anche il burro e mescolare ancora. Solo a questo punto unire il rum (altrimenti l'alcol evapora). Raffreddare un pò a temperatura ambiente e versare sulla base ormai fredda. Mettere in frigo un'oretta.

Decorazione: decorare con cocco rapè lungo i bordi, mandorle intere al centro e con il cioccolato bianco fuso creare delle linee da un bordo all'altro della crostata. Conservare in frigo fino a 5 minuti prima del servizio.

Non mi resta che augurarvi una dolcissima giornata. 

P.s. Rispetto alla ricetta originale del libro ho dimezzato le dosi e sostituito il maltitolo con lo zucchero per una questione di reperibilità.

mercoledì 7 gennaio 2015

Tutorial disegni su torte

... con panna montata e cioccolato



"Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro". (Alda Merini)

Quando ero piccina amavo molto disegnare e colorare, non sono mai stata un genio, sia ben chiaro, semplicemente diciamo che me la cavavo, soprattutto se avevo un modello di riferimento.
 Poi con gli anni ho smesso e mi sono dedicata ad altra cose, anche se devo dire che la vena creativa mi ha sempre accompagnato e ha accomunato le mie passioni: uncinetto, ricamo, decupage e certamente la decorazione dei dolci. 
Durante le feste avevo preparato come dessert una bella foresta nera, ma i miei bambini hanno protestato dicendo che non era un dolce natalizio ... testuali parole sono state: "mamma buooono, ma Babbo Natale dov'è?" ....  allora ho pensato che dovevo inventarmi qualcosa ... poi girovagando qua e là nel web mi sono imbattuta in vari dolci decorati con la tecnica di cui vi parlerò oggi e anche se le spiegazioni allegate erano molto esigue, ho deciso di provarci. 
L'esperienza è stata più semplice del previsto e devo dire che mi sono divertita molto a realizzare il soggetto scelto dai miei bimbi. 
Pur essendo consapevole che le feste ormai sono terminate, condivido con voi questo tutorial, perché al di là del tema specifico scelto da me, può essere applicato a qualsiasi soggetto ... l'importante è capirne il principio.
 Per quanto riguarda la perizia nel disegno a mano libera, non avendo una stampante in casa (o meglio la ho, ma non funziona più) ho dovuto rispolverare le vecchie attitudini, ma se voi avete modo di stampare il soggetto l'operazione si semplifica ancora di più. 
Allora che dite .... vi va di seguirmi nella mia cucina?

Tutorial:

Vi servono:

carta forno
sacche da pasticciere
2 punte per sacche (una liscia e una a stella)
nastro adesivo
microonde
un termometro da cucina
stampa soggetto scelto (se decidete di disegnarlo voi, matita e pennarello nero)
cioccolata fondente al 50% di cacao
panna fresca
coloranti alimentari in gel
zucchero a velo

Procedimento:

Scegliete nel web il soggetto che vi piace di più, tenendo però conto delle dimensioni del vostro dolce ...
...  i miei figli hanno scelto questo:



A questo punto, come precedentemente detto, avete due possibilità, stamparlo o riprodurlo su un foglio a mano libera.
Questo è il disegno che ho riprodotto io a mano libera, vi prego siate clementi .... 

ovviamente ho eseguito il disegno prima a matita e poi l'ho ripassato con un pennarello nero a punta fine. 
A questo punto fissate il disegno sul tavolo con il nastro adesivo e sovrapponetevi sopra un foglio di carta forno, fissando bene anche quest'ultimo al tavolo, in modo che non si muova mentre disegnate con il cioccolato.


Per ciò che concerne il cioccolato, apro una breve parentesi.
 Normalmente quando vogliamo far si che una decorazione con il cioccolato indurisca è necessario usare la tecnica del temperaggio, in questo specifico caso, però, visto che il decoro non era molto grosso e soprattutto era bidimensionale ho evitato questo passaggio e ho usato la tecnica dello shock termico che è molto più semplice e veloce.
Quindi ho sciolto del comunissimo cioccolato fondente al microonde portandolo all'incirca alla temperatura di 30/ 31°C (temperatura ideale per far si che il cioccolato non sia troppo fluido) e l'ho trasferito nella mia sacca da pasticciere su cui avevo montato una bocchetta liscia, come quella che potete vedere nella foto procedente.
A questo punto ho cominciato a seguire i contorni del disegno. (Una volta terminato ricordatevi di fare qualche puntino che fungerà da pupilla nel caso in cui il vostro disegno preveda un volto e quindi degli occhi).
Fate "tirare" (vedrete che si opacizza e tende a solidificare) leggermente il cioccolato per qualche minuto, staccate delicatamente la carta forno con il disegno in cioccolato dal tavolo, trasferitelo su una superficie piana e mettetelo nel congelatore per una decina di minuti (o comunque finché non sarà solido).
A questo punto dovrete capovolgerlo e staccare delicatamente la carta forno dal retro. Cercate di fare molta attenzione per non frantumare il soggetto, ma non disperatevi se in alcuni punti si spezzerà, è possibile ricomporlo dopo sulla torta.
Questo è il mio, che come vedete si era rotto in alcuni punti.


Ora prendete il vostro dolce e ricomponete il disegno, ovviamente capovolgendolo nuovamente, quindi tenendo la parte piatta verso la superficie del dolce e quella bombata verso l'alto. 
Montate la panna ricordandovi di zuccherarla se usate quella fresca. 
Per la quantità di zucchero a velo da aggiungere vi rimando ai vostri gusti ... state però attenti a non superare il 20% del peso della panna. 
Dividete la panna in più ciotoline (tante quanti sono i colori che vi servono per completare il vostro disegno) e procedete a colorarla usando poche gocce (1 - 2 gocce) del colorante in gel prescelto.


Trasferire la panna nella sacca dotata di punta a stella e andare a riempire con dei ciuffetti di panna ogni area con il colore appropriato, ricordandosi di lavare e asciugare bene la punta e di cambiare la sacca (se come me usate quelle usa e getta) quando si passa al colore successivo. 
Per la grandezza dei ciuffetti vi consiglio di non farli troppo grandi in modo da riuscire a delineare bene le varie parti senza lasciare spazi vuoti. Per la zona degli occhi e della bocca (quindi zone molto piccole) io ho preferito appiattire i ciuffetti con la punta di un pennellino in modo che risultassero più definiti.


Ed eccolo terminato .... successivamente ho solo decorato il bordo torta con un festone di panna montata.

 Sperando che questa tecnica vi sia piaciuta e vi torni utile, non mi resta che augurarvi buon divertimento.


mercoledì 10 dicembre 2014

Torta babà al limoncello

... ovvero un classico rivisitato

"La superficie dorata, a balze, spugnosa, si era appena staccata dalla forma. Ricordava qualcosa a metà tra il turbante e la pagoda, architettura di cerchi concentrici e digradanti verso l'alto, di una consistenza nuova. Che rispondesse ai suoi desideri Stanislao lo capì subito. Ne saggiò l'elasticità al tatto, e si presentava soffice. Il senso di morbidezza e il profumo che emanava ne facevano un'assoluta novità. Anche senza averlo ancora assaggiato, sapeva di aver inventato un dolce che non aveva niente a che vedere con gli altri della sua terra e della sua epoca; un raro punto di equilibrio tra consistenza e leggerezza. Un po' come la sua vita." 
(Tratto da: I viaggi del Babà di Fabrizio Mangoni )



E' il Re della tradizione pasticciera partenopea, in genere servito in monoporzioni più o meno grandi, bagnato con il rum e accompagnato da panna e frutta, il babà è sicuramete un dolce irresistibile. 
Oggi però voglio presentarvi una versione un po' diversa, sia nella forma che nella bagna.
 In realtà la torta babà e altrettanto diffusa a Napoli del suo fratellino monoporzione, ma nel resto d'Italia il piccolo di casa è sicuramente più popolare ... nella versione che vi propongo oggi la bagna è al limoncello (la mia preferita) così come la crema. 
Non è un dolce tipicamente natalizio ma io adoro proporlo sulla tavola di Natale insieme agli altri dolci della tradizione, e vi assicuro che non ha niente da invidiare a quest'ultimi.
La ricetta è un po' impegnativa ma ne vale sicuramente la pena ... il trionfo del gusto è assicurato.
Che dite vi va di seguirmi nella mia cucina?


Ingredienti:

Per il Babà: 

295 g farina Manitoba
18 g lievito di birra compresso
40 g di zucchero + un cucchiaino
105 g di burro morbido
4 uova medie
1 pz di sale fino

Per la crema al limoncello:

250 g di crema pasticciera al limone
2 cucchiai di limoncello
125 g di panna di latte fresca al 35% di grassi


Per la crema pasticciera al limone:

200 ml di latte
50 g di panna
75 g di tuorli
75 g di zucchero
16 g di amido di mais
la buccia grattugiata di un limone non trattato

Per la bagna al limoncello:

1l di acqua
300 g di zucchero
200 ml di limoncello
30 g di bucce di limone non trattato

Per la finitura: 

300 g di marmellata di albicocche passata al setaccio
2 - 3 cucchiai di bagna

Procedimento:

Per il Babà:

Prepariamo il lievitino: prelevate 25 g di farina dal totale indicato in ricetta e mettetelo in una ciotola, sciogliete i 18 g di lievito in un cucchiaino di acqua fredda e aggiungetelo alla farina, aggiungete il cucchiaino di zucchero e impastate bene. Coprite con pellicola la ciotola e mettete a lievitare in forno spento con luce accesa fino al raddoppio del volume. (Ci vorranno all'incirca 30 minuti).
Versate la farina rimasta nella ciotola della planetaria munita di foglia e aggiungete il lievitino.
 A parte rompete le uova e mescolatele con la forchetta in modo da unire tuorli e albumi. 
Azionate la planetaria al minimo e mentre questa è in movimento versare a filo le uova. Quando le uova si saranno completamente assorbite aggiungete lo zucchero e fate amalgamare.
 Impastate per almeno 30 minuti a velocità media, fino a che l'impasto non si stacca dalle pareti della ciotola e si attorciglia intorno alla foglia.
A questo punto staccate l'impasto dalla foglia e sostituite quest'ultima con il gancio.
Ammorbidite il burro al microonde per pochi secondi o ricordatevi di tenerlo a temperatura ambiente per almeno due ore. Mettete il sale sul burro e cominciate a inserirlo in planetaria un poco per volta ,avendo cura di non aggiungerne altro finché il pezzo precedente non è stato completamente assorbito dall'impasto.
Lavorate l'impasto finché questo non sarà ben incordato (tirando l'impasto questo dovrà risultare resistente e non spezzarsi). Durante la lavorazione assicuratevi che la temperatura non superi mai i 26° C in tal caso fermatevi e fate riposare il composto in frigo per almeno 20 minuti.
A questo punto coprite con la pellicola la ciotola della planetaria e ponete a lievitare in forno spento con luce accesa fino a che l'impasto non sia raddoppiato (almeno 3 ore e mezza).
Una volta che sarà raddoppiato imburrate molto bene lo stampo, sgonfiate l'impasto con la mano e mettetelo nello stampo. Coprite ancora con pellicola e rimettetelo in forno spento con luce accesa a lievitare finché non avrà raggiunto i bordi.
Infornate a 180 °C in forno già caldo sul ripiano più basso. Cuocete per circa 35 minuti. Fate la prova stecchino. Sfornate e fate raffreddare bene senza toglierlo dallo stampo.

Per la bagna al limoncello:

  Versate l'acqua in una pentola alta e stretta e unite scorza di limone e zucchero. Quando l'acqua ha raggiunto l'ebollizione e lo zucchero si è sciolto spegnete e aggiungete il limoncello. Coprite con un coperchio e fate intiepidire.
Una volta che il babà sarà freddo e la bagna tiepida bucherellate il fondo della torta (sempre lasciandola nel suo stampo) con uno spiedino lungo e cominciate a versavi la bagna  facendola assorbire pian piano. Ripetete l'operazione in più momenti nel corso della giornata e fate riposare una notte senza mai togliere il babà dal suo stampo. La mattina dopo capovolgere nel piatto da portata e controllate se la parte superiore risulta sufficientemente bagnata, in caso contrari continuate ad aggiungere bagna.  Una volta terminato spennellare la superficie del dolce con marmellata di albicocche precedentemente setacciata  e riscaldata al microonde o sul fuoco insieme a 2 - 3 cucchiai di bagna.

Per la crema pasticciera: (ricetta di Luca Montersino)

Montate i tuorli con lo zucchero e aggiungete la buccia di limone grattugiata e infine l'amido di mais.
Nel frattempo portate a bollore il latte con la panna. Una volta raggiunto il bollore unite le uova precedentemente montate con lo zucchero e fate cuocere per un minuto mescolando con la frusta. Fate raffreddare velocemente la crema in un bagnomaria con acqua e ghiaccio.
Con queste dosi otteniamo circa 400 g di crema pasticciera. 

Per la crema al limoncello:

Montate la panna fresca. Prelevate 250 g di crema pasticciera ormai fredda e unitevi due cucchiai di limoncello frustando bene. Unite la panna alla crema mescolando delicatamente con la spatola con un movimento dal basso verso l'alto.

A questo punto non vi resta che decorare il vostro babà e servirlo in tavola con una generosa porzione di crema. Ricordatevi di non buttare via la bagna in eccesso che vi servirà al momento del taglio per permettere ad ogni commensale di bagnare a proprio piacimento la propria fetta.



mercoledì 3 dicembre 2014

Struffoli

... un dolce semplice ma sempre gradito


"Anche da adulto trovo difficile dormire la vigilia di Natale. L’eccitazione del Natale e’ una potente caffeina,non importa la tua eta’." (Carrie Latet)





Il Natale per i bambini è una festa  magica, l'attesa per i doni che porterà Babbo Natale, la presenza dei genitori liberi per qualche giorno dagli impegni lavorativi e la chiusura delle scuole la rende ai loro occhi un momento indimenticabile.
Crescendo, però, questa magia tende a svanire, affannati alla corsa ai regali, alle preparazioni culinarie, alla realizzazione degli addobbi, o comunque oberati da mille impegni, molti adulti vivono questo periodo come fonte di stress.
Confesso che anche io, spesso, mi faccio prendere da questa specie di frenesia che ti porta a correre quasi senza direzione, ma devo anche confessare che pure essendo ormai più che cresciuta, il Natale rappresenta per me una delle feste più belle dell'anno. 
Adoro le luci e le decorazioni che ornano le strade, le vetrine e le case, adoro il sorriso dei miei bambini alla vista dei doni e ovviamente adoro preparare le pietanze e i dolci da servire in tavola a parenti e amici. 
Ehhh si perché il Natale ci dona anche questo aspetto meraviglioso, ci da la possibilità di riunirci e di trascorrere ore piacevoli con le persone che amiamo ... certo non è necessario aspettare le feste per riunirsi, ma è anche vero che durante il corso dell'anno spesso gli impegni lavorativi e la stanchezza fanno si che non sia semplice organizzare o comunque godere a pieno di certi momenti. 
Con gli anni, poi, ho scoperto che se riesco ad organizzare un piano delle cose da fare, alla fine tutto è possibile, anche arrivare alla cena del 24 dicembre senza aver accumulato eccessiva stanchezza ... certo per una abituata a procrastinare sempre tutto non è stato semplice ... ma se ci sono riuscita io, ci riuscirete sicuramente anche voi.
Ma veniamo alla ricetta di oggi ... gli struffoli ... un dolce tipico napoletano ... semplice da preparare e  molto gradito anche dai bambini ... in più è un dolce che si conserva perfettamente a temperatura ambiente, anche per una settimana, ed è quindi possibile prepararlo in anticipo; abbiate solo l'accortezza di conservarlo in un contenitore con coperchio in modo da non far perdere la fragranza alle nostre palline.
Che dite, mi seguite nella mia cucina?


Ingredienti:

Per gli struffoli:
500 g di farina 00 per dolci
100 g di zucchero
100 g di burro morbido
3 uova medie
1 bacca vaniglia
1 buccia di limone o arancia grattugiata non trattati
1 pizzico di bicarbonato

Per il miele:
500 g di miele millefiori o di acacia
4 cucchiai di acqua
4 cucchiai rasi di zucchero

Per friggere:
Olio di arachidi o di mais 1 l

Per guarnire:
Confettini colorati vari

Preparazione:

 Su una spianatoia fate la fontana con la farina e inserite al centro tutti gli ingredienti. Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Fate riposare l'impasto in frigo avvolto nella pellicola per almeno 30 minuti.
Una volta trascorso il tempo, dividete l'impasto in più pezzi e dategli con le mani la forma di lunghi rotolini di 2 cm di spessore.
Con un coltello tagliate dei dadini e a questo punto arrotondatele con la mano fino a formare delle piccole sferette.
Riscaldate l'olio in una pentola alta e stretta e friggete gli struffoli fino a doratura, scolateli con un mestolo bucato e poggiateli ad asciugare su carta assorbente. Ricordatevi di non immergere troppi struffoli contemporaneamente nella pentola, in modo da evitare che si attacchino fra loro o peggio ancora che l'eccesso di farina generi una schiuma che vi farebbe trasbordare l'olio.
In una pentola a parte mettete il miele, l'acqua e lo zucchero e portate ad ebollizione per qualche minuto.
Raccogliete gli struffoli nel contenitore in cui desiderate conservarli e versatevi sopra il composto di miele rigirandoli delicatamente. Se vi piacciono in questa fase potete aggiungere anche scorzette di arancia e limone candito.
Al momento che dovrete impiattarli, riscaldateli pochi secondi al microonde (giusto il tempo di rendere il miele più fluido) e adagiateli nel piatto da portata, spolverizzate con i confettini colorati e ora non vi resta che gustarveli.


Qui li ho decorati con foglioline e bacche di agrifoglio realizzate in pasta di zucchero


giovedì 20 novembre 2014

Spaghetti al polipo

 ... cottura senza acqua


"'O purpo s'adda cocere cu' l'acqua soja"(detto napoletano)






Così recita  un antico detto partenopeo ... e mai citazione fu più appropriata.
Come tutti i modi di dire ha due significati, uno letterale ( il polipo deve cuocere nella sua acqua) e uno "allegorico" (una persona per rendersi conto dei propri errori deve meditare e imparare da essi) ... come la maggior parte dei proverbi, anche questo contiene una verità insita anche nel significato letterale: Se vogliamo preservare tutto il sapore del mare dobbiamo evitare di aggiungere acqua durante la cottura del polpo e lasciarlo cuocere in quella che produrrà da solo.
Da buona partenopea questa pietanza rientra a tutti gli effetti fra le preparazioni che amo di più ... voi cosa ne pensate? Vi va di seguirmi nella mia cucina? Prometto che non ve ne pentirete.


Ingredienti:
(5 persone)

500 g di spaghetti
Un polpo piovra fresco grande (circa 800 g)
Una decina di pomodorini maturi
Un mazzetto di prezzemolo
2 spicchi di aglio
4 filetti di acciuga
Mezza cipolla piccola
Mezzo bicchiere di vino bianco
6/7 pomodori secchi senza olio (se avete quelli sottolio scolateli bene)
Sale
Pepe
Peperoncino
Olio extravergine di oliva
Vi servirà inoltre una pentola a pressione



Preparazione:

Pulite bene il polpo svuotando la testa e privandolo degli occhi e del becco. Risciacquatelo e adagiatelo nella pentola a pressione. Aggiungete due filetti di acciughe spezzettate, mezza cipolla tritata finemente, un peperoncino fresco inciso per metà, uno spicchio di aglio schiacciato con un premi aglio, i pomodorini lavati e tagliati per metà, mezzo mazzetto di prezzemolo, un filo di olio e mezzo bicchiere di vino bianco. Salate (poco) e pepate. Chiudere il coperchio della pentola a pressione e mettere su fiamma vivace fino al fischio (che vi indicherà che la vostra pentola ha raggiunto la pressione). 
A questo punto spostate la pentola sul bruciatore del gas più piccolo con la fiamma al minimo e fate cuocere 45 minuti (ovviamente i tempi di cottura indicati sono commisurati al peso del polpo indicato in ricetta).
Trascorso il tempo previsto spegnete la fiamma e senza sfiatare né aprire il coperchio della pentola fate riposare altri 30 minuti.
Solo ora potete far uscire il vapore residuo tramite la valvolina preposta e aprire la pentola. Sollevate il polpo e i pomodorini e metterli da parte in un piatto. Togliete il prezzemolo e il peperoncino dall'acqua che il polpo avrà rilasciato in cottura e aggiungete in questo brodetto altra acqua fino a raggiungere la quantità sufficiente per cuocere gli spaghetti. 
Portate a bollore, aggiungete sale grosso q.b. e calate gli spaghetti ( vi consiglio di utilizzare una pasta trafilata al bronzo).
Nel frattempo tagliuzzate a dadini la testa del polipo e i tentacoli avendo cura di conservarne qualcuno intero per decorare i piatti. Metteteli in una padella con un filo di olio, un aglio schiacciato a mano (che poi leverete), gli altri due filetti di acciuga spezzettati, i pomodori secchi tagliati a pezzettini, i pomodori precedentemente cotti con il polpo e fate rosolare in padella aggiungendo dopo due minuti un paio di mestoli dell' acqua dove state cuocendo gli spaghetti. 
Scolare la pasta al dente (ricordatevi di conservare un mezzo bicchiere di acqua).
Mettete spaghetti in padella e fate spadellare per circa un minuto (se è necessario aggiungete il mezzo bicchiere di acqua che avete tenuto da parte). Aggiustate di pepe. 
Impiattate e guarnite con un tentacolo intero e del prezzemolo tritato. 
Buon appetito 

mercoledì 19 novembre 2014

Torta di mandorle senza farina

... una torta semplice e furba


“Era inevitabile: l'odore di mandorle amare gli ricordava sempre il destino dei suoi amori contrastati.” (Gabriel Garcia Marquez)






La prima volta che ho realizzato questa ricetta  sono stata spinta dalla necessità di consumare una grossa quantità di albumi (la parte bianca dell'uovo) che mi era avanzata dalla preparazione della crema pasticciera (in cui vengono utilizzati solo i tuorli). 
Mi dispiace sempre sprecare il cibo e cerco spesso alternative per non buttare via niente ... quindi animata da questo proposito, mi sono messa alla ricerca di una ricetta adeguata. Ecco che sfogliando i libri del grande Luca Montersino mi sono imbattuta in questo dolce da forno, semplice da preparare e appunto "furbo" in quanto mi ha permesso di non sprecare nulla. 
La sorpresa più grande, però, è stata che quello che era nato come un espediente si è rivelato poi essere una delizia ... il sapore e il profumo di questo dolce ricordano le paste di mandorle siciliane, preparazione che adoro, con il vantaggio di essere meno zuccherino.
Se anche voi siete amanti di questo genere di dolci vi invito a seguirmi nella mia cucina ... non ve ne pentirete.



 Ingredienti:

200 g di zucchero
180 g di albumi
200 g di farina di mandorle (praticamente mandorle macinate, anche se io vi consiglio di acquistare il prodotto già confezionato perché più sottile di quello che si riesce ad ottenere in casa)
2 g di mandorle amare ridotte in farina (qui da me non si trovano facilmente, quindi mio malgrado mi sono dovuta piegare ad un essenza anche se naturale. In questo caso ne bastano poche gocce)
25 g di amido di riso (o in alternativa amido di mais )
100 g di mandorle a fettine per la finitura

Preparazione:


Montate gli albumi con lo zucchero fino ad ottenere una meringa soffice e ben sostenuta. Setacciate la farina di mandorle e l'amido e inserite nella meringa (albumi più zucchero montati in precedenza) mescolando delicatamente dal basso verso l'alto con una spatola in modo da non smontare il composto. Unite l'aroma di mandorle amare e mescolare ancora.
Imburrate uno stampo (il mio era quadrato 23 x 23), mettete sul fondo uno strato di mandorle a fettine e versatevi sopra il composto.
Infornare a 170/180 gradi forno statico per 45 minuti.
A fine cottura fate intiepidire nello stampo e poi capovolgete sul piatto da portata.

Piccoli consigli:

Gli albumi d'uovo possono essere anche congelati, chiusi in bottigline con tappo o in piccoli barattolini, quindi se vi avanzano e non avete subito il tempo per preparare questo dolce tenetelo presente. La sera prima di accingervi alla preparazione ponete il vostro contenitore in frigo e lasciatelo scongelare lentamente fino al giorno successivo.

Ho provato ad utilizzare la stessa ricetta per realizzare una dolce al cocco. 
Vi riporto le dosi:
200 g di zucchero
180 g di albumi
200 g di farina di cocco 
i semi di mezza bacca di vaniglia
25 g di amido di riso (o in alternativa amido di mais )
60 g di gocce di cioccolato fondente preventivamente congelate(da inserire nell'impasto)
100 g di cocco disidratato a fettine per la finitura (in questo caso va aggiunto dopo la cottura sulla superficie del dolce)
Il procedimento è praticamente identico.
Ecco le due versioni della torta

Non mi resta che augurarvi una dolcissima giornata.